L'Italia ha sempre occupato un posto importante nell’immaginario estero, oscillando tra la forza d’attrazione della sua cultura e delle sue bellezze ed i dubbi circa la sua solidità economica, sociale e politica. La storiografia ha ampiamente esplorato la percezione del paese dal Risorgimento fino alla travagliata storia repubblicana. Questo volume intende andare oltre le visioni tradizionali dell’Italia quale, alternativamente, “pilastro della civiltà occidentale” o “anomalia europea”. Basandosi sui più recenti sviluppi storiografici, il lavoro presenta una serie di punti di vista alternativi e globali sull’Italia. Non concentrandosi esclusivamente sul problema del nation building, i saggi investigano il ruolo dell’Italia in ambiti meno esplorati, inclusi la letteratura e la cultura popolare, la formazione e l’evoluzione dell’identità delle comunità migranti, la visione del mondo di attivisti politici esterni. Da queste analisi, l’Italia emerge come il cardine di un crocevia di immaginari geograficamente e culturalmente distanti. Il volume include contributi che offrono prospettive dal “Nord” del mondo, come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma anche da quel “Sud” del mondo, con osservatori provenienti dall’America Latina – in particolare Brasile, Argentina e Messico – aree con le quali l’Italia ha legami profondi. Per queste nazioni, l’Italia è vista come parte integrante dell’Europa e del “Nord” globale. L’ampio arco cronologico, che si estende dal tardo diciannovesimo secolo alla contemporaneità, evidenzia la natura proteiforme dell’immagine italiana. Questa mutevolezza non dipende solo dalla posizione geografica dell’osservatore, ma anche dal periodo storico, raccogliendo spesso immagini, pregiudizi e idee contrastanti. L’opera offre dunque una visione dinamica e complessa dell’Italia sulla scena mondiale.